L’Europa in pericolo. La crisi dell’Euro, di Giorgio La Malfa (Passigli Editori)

  •  28 Marzo 2012
     17:30
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Nel pieno della tempesta economica e finanziaria che ha investito l’Europa, si studiano oggi modifiche e rimedi per il sistema della moneta unica, una buona idea realizzata male. Sotto la spinta dei mercati, non si esclude l’eventualità di una crisi che porti alla fine dell’Euro, e si cercano vie per evitare un fallimento che rischierebbe di far tornare l’Europa molto più indietro del 1992, quando venne firmato il Trattato di Maastricht.

Più di dieci anni fa Giorgio La Malfa, pur condividendo il senso politico dell’Euro e i valori dell’ideale europeista che ne ispiravano la creazione, esprimeva una riflessione fortemente critica sulla costruzione dell’Unione monetaria nel libro L’Europa legata. I rischi dell’Euro, che questo volume ripresenta aggiornato da un nuovo saggio introduttivo di La Malfa e con la prefazione di Paolo Savona. Nessuna variazione è stata apportata al testo originario perché quelle pagine – scritte quando il cammino verso l’Unione monetaria europea era sostanzialmente compiuto – sono di straordinaria attualità. Già allora, scrive oggi La Malfa, “ero assolutamente convinto che una gestione improntata a una concezione così ristretta della politica economica si sarebbe presto scontrata con la realtà”. C’era il rischio che andamenti economici difformi all’interno dell’Unione monetaria europea alimentassero malumori e diffidenze reciproche tra i paesi dell’Unione; alla Banca centrale europea veniva attribuita la responsabilità in materia di prevenzione dell’inflazione e di stabilità dei prezzi, ma non si era previsto un centro propulsore della crescita economica; non erano stati predisposti strumenti di intervento per attenuare le conseguenze di shock provenienti dall’esterno dell’Unione monetaria; a livello di governo europeo nessun organismo veniva investito del ruolo di garante di un soddisfacente andamento del reddito e dell’occupazione negli Stati membri. Queste le considerazioni alle quali l’autore faceva seguire una serie di sue proposte per correggere i rischi dell’Euro, quando ancora la moneta unica non aveva sostituito le monete nazionali.

Lette oggi, quelle considerazioni e quelle proposte suonano come una profezia. L’analisi e la diagnosi sviluppate da La Malfa più di dieci anni fa si sono dimostrate esatte e conservato tutta la loro validità. Per questo occorre rimediarle adesso, sperando che ci sia ancora tempo per rimediare agli errori e riprendere la strada della costruzione dell’Europa.